Il Sacrario - Sacrario Militare di Redipuglia

SACRARIO MILITARE DI
REDIPUGLIA
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Il Sacrario

Il monumento rappresenta uno schieramento militare con alla base la tomba del Duca d'Aosta, Comandante della III Armata e ai lati le tombe dei suoi generali, Chinotto, Monti, Paolini, Prelli e Riccieri.

Dietro, disposte su ventidue gradoni, le salme di 39.857 caduti identificati mentre nel gradone più alto, in due grandi tombe comuni ai lati della cappella, riposano le salme di 60.330 caduti ignoti, per un totale di 100.187.

L'unica donna seppellita nel Sacrario è la crocerossina Margherita Kaiser Parodi Orlando morta a 21 anni a seguito dell'epidemia di spagnola che ci fu alla fine del conflitto. Fu decorata con Medaglia di Bronzo al Valor Militare "per essere rimasta serena al suo posto a confortare gli infermi affidati alle sue cure, mentre il nemico bombardava la zona dove era situato l’ospedale cui era addetta” (Cividale del Friuli).

La sua tomba si trova nella prima fila e si identifica perché sulla facciata è scolpita una grande croce.

L’elemento caratterizzante dell'architettura di Redipuglia è il sistema a gradoni distribuiti lungo il pendio del colle.
Ciascun gradone, contenente le salme dei caduti, è costituito da pietra bianca del Carso e presenta nella parte verticale una lastra bronzea su cui sono incisi i nomi dei soldati con il grado e le ricompense al valore militare. 
Scolpita sopra a questi nomi viene ripetuta la parola PRESENTE, un esplicito richiamo al rito fascista dell'appello.
L'ingresso al Sacrario è delimitato simbolicamente da una grossa catena d'ancora che apparteneva alla torpediniera “Grado”.

L' intero monumento appare ancora più imponente per il grande piazzale collocato prima dei gradoni e lastricato in pietra del Carso al cui centro passa la via Eroica in lieve pendenza.



Nel grande piazzale ci sono, infisse nella pavimentazione, trentotto lapidi in bronzo (diciannove per lato) che ricordano le varie battaglie sul Carso.






Il complesso è composto seguendo la regola prospettica: la gradinata che si assottiglia verso l'alto rappresenta la volontà di attribuire monumentalità al sacrario ricorrendo a illusioni ottiche.


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