La Storia - Sacrario Militare di Redipuglia

SACRARIO MILITARE DI
REDIPUGLIA
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La Storia

Redipuglia è il più grande tra i sacrari militari italiani.
Si trova in provincia di Gorizia sul versante occidentale del monte Sei Busi e sorge nei luoghi in cui, durante la Prima Guerra Mondiale, si svolsero le violentissime battaglie lungo il fiume Isonzo. Seppure poco elevato (sulle carte topografiche militari è contrassegnato come quota 89) all'epoca fu molto conteso perché consentiva di dominare per un ampio raggio l'accesso ad ovest del tavolato carsico.
Il Sacrario, costituito da un ossario, fu eretto nel 1938 in sostituzione del Cimitero Sant'Elia.
Nel 1935, considerate le pessime condizioni di manutenzione del Cimitero di Sant'Elia, Mussolini in accordo con il generale Cei decide di abbandonare quel sito e costruire un nuovo ossario. L'intenzione delle autorità fasciste era quella di trasformare Redipuglia nel centro nazionale delle architetture per la memoria bellica, e di costruire il più importante degli ossari che con le stesse finalità si stavano costruendo in quegli anni sugli altri campi di battaglia. Il Sacrario di Redipuglia sarebbe diventato così il prototipo dei grandi memoriali. 
Il nuovo sito scelto per la realizzazione di questo intervento è situato alle pendici del Carso, proprio di fronte al vecchio cimitero di Sant'Elia, sul versante occidentale del monte Sei Busi, teatro di battaglie e quindi luogo perfetto per far sorgere un monumento in ricordo e celebrazione dei soldati e della nazione. 
Durante il sopralluogo di Giovanni Greppi, Giannino Castiglioni e del generale Cei, vengono stabilite le caratteristiche del nuovo monumento: ‹‹grandiosissimo, semplice, austero e duraturo››.
L'elemento caratterizzante dell'architettura di Redipuglia è il sistema a gradoni, una monumentale e scenografica scalea in pietra chiara affiancata da due scalinate laterali con un doppio filare di cipressi ciascuna. Sulla sommità la vista si estende per tutta la valle dell'Isonzo fino al mare. La scelta architettonica simboleggia la salita al cielo delle anime dei caduti.
Dopo il bozzetto del Castiglioni, in cui vengono tracciati i criteri generali dell'opera, approvato dal duce nel dicembre 1935, iniziano nello stesso mese le lunghe trattative per l'acquisto del terreno, che si protraggono fino al luglio dell'anno dopo. 
Nonostante Mussolini approvi il progetto e dia l'autorizzazione ad intraprendere i lavori, già nel febbraio del 1936 viene revocato l'ordine di costruzione a causa di pressioni esercitate dai contrari alla realizzazione del cimitero. Cei è oggetto di alcune accuse e vengono fatte indagini sulla gestione del cantiere, poi sfociate in un nulla di fatto; viene così ripresa la gara d'appalto per l'esecuzione dei lavori nel cantiere. Perchè non ci siano ulteriori ritardi il generale ordina all'impresa di dare avvio ai lavori prima che il ministro approvi il contratto, in modo da trovarsi davanti al fatto compiuto senza possibilità di replica. 
Tuttavia la realizzazione finale si discosterà lievemente dal bozzetto che è stato presentato dai due artisti a fine del 1935: i cambiamenti interessano la via Eroica e lo spostamento della gradinata sul ripiano sopra al quale sono posizionate le tombe di Emanuele Filiberto e dei suoi generali. Nell'ottobre del 1936 lo stato dei lavori è a buon punto: sono infatti quasi completati nove gradoni con la scritta "PRESENTE".

Planimetria dell'area con indicazioni sulla vecchia e nuova ubicazione
del cimitero, 1932 - 1935 



1935 Sacrario di Redipuglia, planimetria 
(Roma ACGOCG, Sezione Tecnica, Redipuglia) 


Sezione di un gradone (ampiezza 12 metri)



Bozzetto relativo alla sistemazione della tomba del Duca d'Aosta,
dei suoi generali e dell'ingresso al cimitero militare di Redipuglia
1935 (Milano Archivio Castiglioni); 
Dopo due intensi anni di attività e un grande dispendio di esplosivi, macchinari e lavoro umano, il Sacrario viene terminato ed inaugurato dal duce nel corso di una sua visita in regione. 
Questo impianto tombale non ricorda semplicemente ai visitatori-pellegrini i soldati caduti ma anche un capo glorificato con i suoi generali, e l'immagine del sacrificio si associa a quella dell'ordine gerarchico.


A lato: Sacrario di Redipuglia in costruzione ripreso dal colle Sant'Elia
Posa delle croci sopra la cappella
La cerimonia di inaugurazione è celebrata il 18 settembre 1938. Mussolini per questa occasione torna a Redipuglia dopo quindici anni dalla sua ascesa al potere, che l'ha condotto in una posizione di dominio assoluto all'interno del contesto politico italiano. 
La cerimonia, raccontata dai giornali, è semplice e suggestiva: è presente un picchetto militare in rappresentanza di tutti i reggimenti dell'Esercito, Mussolini rende omaggio al Duca d'Aosta e ai centomila soldati attraversando la via Eroica per poi salire verso la sommità del Sacrario da lui fortemente voluto. La sfilata è accompagnata da spari di fucile e raffiche di mitraglia che rievocano le battaglie. Un coro canta a bassa voce con lo scopo di creare un'atmosfera di raccoglimento. Non viene fatto alcun tipo di discorso: la guerra è nei ricordi, nei paesaggi, nell'aria, nello stupore attonito della pietraia carsica. 

A lato alcune foto della inaugurazione

La sistemazione attuale del colle su cui sorge il cimitero è ora "Parco della Rimembranza". Adornato di cipressi e prati in lieve pendenza che si possono attraversare con sentieri che passano accanto alle opere militari riportate alla luce, testimonianza della linea difensiva realizzata prima dagli austriaci e poi conquistata dagli italiani.

Tali realizzazioni sono camminamenti, caverne, trincee, postazioni per mitragliatrici e mortai.
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