Monte San Michele
LA STORIA

Il monte San Michele è una collina carsica di 275 metri posta sulla riva sinistra del fiume Isonzo sopra i comuni di Gradisca e Sagrado. Dall'inizio della prima guerra mondiale il colle è stato un'importante postazione per l'esercito austro-ungarico in quanto da un lato domina Gorizia e dall'altro tutta la pianura fino a Monfalcone e il mare.

In queste zone, dal maggio 1915, furono scavate trincee che servirono ai soldati austro-ungarici come difesa dagli attacchi dell'esercito italiano. Erano trincee non molto profonde in quanto difficili da scavare a causa del terreno roccioso del Carso, protette da filo spinato che si dimostrò a volte impenetrabile per i soldati italiani.

Il fronte in quella zona seguiva l'Isonzo, a destra era posizionato l'esercito austro-ungarico e a sinistra quello italiano.
Dopo che tra il 5 e il 10 giugno 1915 alcuni reparti dell'esercito italiano occuparono Monfalcone e Gradisca, iniziò la prima delle dodici battaglie dell'Isonzo che portarono alla conquista del San Michele e Gorizia: era il 3 luglio 1915 (sesta battaglia).
Il secondo scontro, dal 18 luglio al 3 agosto, causò 46000 vittime tra gli italiani e 10000 tra gli austriaci mentre nel giugno del 1916 per la prima volta vennero usati gas tossici nella zona di San Martino.
Il San Michele e Gorizia vennero conquistati dell'esercito italiano con la sesta battaglia dell'Isonzo il 6 agosto 1916.
Con le successive battaglie gli italiani conquistarono i territori a est e a sud di Gorizia, fino a Trieste e quelli della valle dell'Isonzo fino a Caporetto.

Tutte le conquiste vennero perse dopo la sconfitta di Caporetto del 1917 con la dodicesima battaglia dell'Isonzo quando il fronte italiano dovette ripiegare sul Piave fino alla vittoria finale (24 ottobre – 4 novembre 1918).


Nel 1922 il Monte San Michele è divenuto zona sacra e nel 1935 venne inaugurato il museo.

Il piazzale antistante il museo e la veduta sul corso del fiume Isonzo
In questa zona tra settembre 1916 e agosto 1917 l'esercito italiano realizzò una serie di gallerie nelle quali furono installate cannoni che erano in grado di bombardare tutta la zona di Gorizia e dalla parte opposta fino a San Giovanni di Duino.
Di fronte alle cannoniere è percorribile un sentiero che scende dolcemente sul versante goriziano: Il sentiero dei cippi.
Percorrendo il sentiero si possono vedere numerosi cippi commemorativi

SENTIERO UNGARETTI
Il “Sentiero Ungaretti” è un percorso letterario che si snoda dall’Isonzo al Monte San Michele, passa per San Martino del Carso e si conclude a Poggio Terza Armata. Il sentiero di circa dieci chilometri, di facile percorrenza, si inoltra in tratti di boscaglia con una varietà di specie fra cui hanno la preminenza il carpino e la roverella. Ai lati del sentiero è possibile sostare per la lettura di alcune liriche del poeta tratte dalla raccolta Il Porto Sepolto, undici in tutto.

Il progetto si collega al “Parco letterario Ungaretti” sull’altura di Castelvecchio, nel comune di Sagrado, dove, nella bella cornice del parco della villa, si trovano incise nella pietra o su lastre di vetro memorabili liriche come “Fratelli”, "Veglia" o “I fiumi”. Proprio quest’ultima, collocata su una torretta di vetro, ha come sfondo la piana del fiume verso la sua foce.